Vorrei iniziare il discorso con due citazioni:
1."(...)e chi studia la logica per fini pratici somiglia a colui che vuole insegnare al castoro a costruire la sua tana."
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819
1."(...)e chi studia la logica per fini pratici somiglia a colui che vuole insegnare al castoro a costruire la sua tana."
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819
2.La logica ti può portare da A a B.
L’immaginazione invece ti può portare ovunque.
Albert Einstein
Anzitutto l'intenzione di questo post non è quello di sminuire il valore della logica formale, che è importante in svariati ambiti, dall'informatica alla linguistica né quello di promuovere l'irrazionalismo ed esaltare l'antiragione. Premesso questo, devo dire che sono però contrario anche all'iper-razionalizzazione di tutto, e alla iper-logicizzazione di tutto: la logica è importante ma che resti nei suoi compiti e nei suoi limiti.
Anzitutto la logica è definita lo studio delle forme del pensiero, domanda: siamo sicuri che il pensiero venga descritto correttamente nei manuali di logica?. I manuali di logica astraggono da ogni contenuto e riducono la forma del pensiero in (ad es.) A e B > C, studiare queste formule o "forme del pensiero" dovrebbe aiutare a comprendere meglio come pensiamo e quindi a pensare meglio, ma a questo punto sorgono due problemi 1. come dimostrare che il cervello pensa proprio così e se queste formule astratte sono complete o c'è dell'altro magari di tipo diverso? 2. Ma è un esercizio utile astrarre in quel modo dall'esperienza?? A e B > C, ok semplice vero? il problema è che nella realtà quel A quel B quel C, sono un casino noi pensiamo sempre empiricamente, e mai solo in forme.
Se un fatto non corrisponde a criteri logici è questo fatto impossibile? Nient'affatto al mondo a meno che non si sia hegeliani convinti che tutta la realtà sia razionale, è pieno di cose irrazionali e illogiche, è dunque impossibile comprendere tutte queste varietà di cose irrazionali del mondo con la pura logica. Certo un logico se intelligente dirà che la logica non è tutta la filosofia ma ne è una parte importante.
Qui bisogna distinguere logica intesa come parte della facoltà del pensiero, che serve a tutti ,dalla logica intesa come studio delle forme del pensiero. La logica nel senso comune del termine è intesa come una parte dell'intelligenza che ti permettere di fare collegamenti ecc, la logica invece in senso di studio delle forme (intendendo la logica alla Russell e Godel per intenderci), non credo sia importante per la filosofia, infatti a cosa dovrebbe servire esattamente?? secondo i logici a. a imparare a pensare correttamente b. a verificare se un testo sia conforme ai criteri della logica.
-Inoltre siamo sicuri che il nostre pensiero, e le nostre facoltà cognitive siano interamente logiche? non abbiamo anche facoltà cognitive che non sono razionali? la sensibilità, l'osservare, il fare esperienze, un nuotatore o un calciatore impara le cose che fa attraverso la ragione o tuffandosi nell'acqua e allenandosi(con anche l'ausilio della ragione), il dialogo, senza parlare della meditazione, e anche il fare un esperimento non è un processo puramente razionale ma corrisponde a criteri di razionalità....
Ma attenzione cosa sono questi "criteri di razionalità o criteri logici?", in realtà si potrebbero chiamare benissimo criteri di buon senso o criteri di efficacia, a rigore letterale un criterio di razionalità o criterio logico,
Per esempio, non credere all'esistenza di babbo natale o delle streghe, è razionale o è di buon senso? entrambe le cose.
Altro esempio, non rubare anche se si è sicuri di non essere scoperti, è razionale o è di buon senso? la ragione di per sé non ha valori etici né li pone, quindi è solo di buon senso non rubare perché il buon senso ci dice che bisogna essere onesti e quindi non si ruba, ma la razionalità da sola non è in grado...
Altro esempio, credere all'esistenza di Dio è razionale o di buon senso?....generalmente la ragione non è in grado di decidere da sola e si ritroverebbe in uno stallo, quindi in un agnosticismo, e il buon senso? il buon senso non è universale per tutti, alcuni secondo la loro esperienza di vita, le loro riflessioni, i loro sentimenti, crederebbero in Dio, altri allo stesso modo non ci crederebbero, ma entrambi avendo buon senso e sapendo che non è una verità certa eviterebbero di farsi guerra fra loro e si rispetterebbero fra loro.
Ricordiamoci poi che la ragione ci può dire come andare a New York o a Mosca, ma non può decidere dove voglio andare, la ragione è brava coi mezzi ma non sulle mete da raggiungere.
in sostanza non credo che studiare la logica formale serva a pensare meglio( eccetto ai logici di mestiere e eccetto allo studio delle fallacie argomentative) , né che la razionalità superi il buon senso, né che le nostre facoltà cognitive siano esclusivamente logiche.
La filosofia si occupa della vita, e come la logica non può dirci niente di com'è nuotare in mare, l'unico modo è buttarsi nell'acqua, e tramite le proprie esperienze e riflessioni farsi delle proprie idee consapevoli che non sono però verità certe e definitive.
Con ciò non mi reputo un anti-razionalista, e anzi penso che la ragione sia come una bussola che ci guidi e la conoscenza sia la nostra mappa, però non bisogna diventare dei razionalisti-banali e superficiali senza rendersi conto che non tutto è su base razionale, né basta la sola ragione per comprendere tutto.
Trovo anche la dicotomia ragione (buona) e cuore (cattivo) (o viceversa) sia fuorviante, in realtà c'è il buon senso e il dialogo da un parte e c'è follia/ignoranza dall'altra.
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